Nel 2019 nasce a Palermo Sbaratto, l’associazione che ad oggi rappresenta 300 ambulanti del mercato di usato storico dell’Albergheria. Il progetto punta a regolarizzare il lavoro degli operatori del riutilizzo tramite la creazione di un’Area di Libero Scambio ispirata al modello torinese di Vivibalon. Tuttavia, ad oggi il mercato continua a essere completamente informale. “la nuova Giunta di destra non ha alcun interesse reale a trovare una soluzione che preservi la dignità dei lavoratori”, ha detto Giulia di Martino, socia fondatrice di Sbaratto.
Sbaratto è l’associazione dei mercatari e delle mercatare dell’usato dell’Albergheria. Nata nel 2019, oggi rappresenta i circa 300 operatori e operatrici informali del riutilizzo che raccolgono da donazioni, sbarazzi o contenitori stradali le merci che ogni giorno vengono esposte al mercato dell’Albergheria.
Tra il 2021 e il 2022 Sbaratto è stata al centro di un processo di formalizzazione sperimentale dal basso basato su due riconoscimenti principali:
- Il valore socio-ecologico del lavoro degli operatori informali del riutilizzo;
- Il ruolo di ammortizzatore sociale dell’attività;
L’idea ispirata al confronto con l’esperienza torinese di Vivibalon era quella di creare un’Area di Libero Scambio, così da regolarizzare a valorizzare una pratica che oltre a essere virtuosa da un punto di vista ambientale ed ecologica, rappresenta la principale fonte di reddito per gli oltre 300 operatori e operatrici del mercato.
Nonostante i tentativi di Sbaratto e dei lavoratori che rappresenta, attualmente il mercato continua ad essere completamente informale.
Giulia di Martino, una delle socie fondatrici di Sbaratto, ha detto: “la nuova Giunta di destra non ha alcun interesse reale a trovare una soluzione che preservi la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici dell’usato e che valorizzi il prezioso contributo ecologico che portano alla città. Per questo motivo realtà come Sbaratto e come Vivibalon sono importantissime forme di aggregazione politica, di lotta contro l’invisibilizzazione e la marginalizzazione”.
L’associazione è attive sulle pagine sociale Facebook e Instagram:


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