Giulia di Martino, dottoranda in Transizione Ecologica all’Università di Palermo e membro di Rete ONU, negli scorsi giorni ha raccontato al Kontiki di Torino l’esperienza di associazionismo dei waste pickers palermitani. La sua testimonianza si è inserita nell’ambito della Scuola di Politiche “Città oltre la Crescita”, organizzata da Fondazione Benvenuti in Italia.
Giulia di Martino è dottoranda in Transizione Ecologica all’Università di Palermo. Fa parte di Rete Onu come socia dell’associazione Sbaratto, che rappresenta i mercatari dell’usato del mercato dell’Albergheria. Sabato 23 maggio ha portato la sua esperienza nell’ambito delle economie informali al panel sul metabolismo urbano alla Scuola di Politiche “Città oltre la Crescita“, tenutasi al Kontiki di Torino.
A Palermo il mercato dell’usato c’è tutti i giorni. Una volta faceva parte dello storico mercato del cibo Ballarò, ma ingrandendosi si è guadagnato uno status e una gestione autonoma. La situazione si è espansa, ha raccontato Giulia, perché in un contesto di vulnerabilità generalizzata molti hanno scelto il lavoro dell’ambulante per evitare di cadere in circuiti criminali.
Sbaratto è nata nel 2019 per riunire e regolarizzare il lavoro dei mercatari creando un dialogo con le istituzioni. Come a Torino, l’associazionismo ha dimostrato di essere il modo migliore per esprimere un posizionamento politico dal basso, affinché fossero gli stessi waste pickers a rappresentarsi.
Il lavoro sperimentale che ha portato alla creazione di Sbaratto può essere una reale spinta alla valorizzazione e alla regolarizzazione dei waste pickers solo con un contributo solido delle istituzioni. Ma, tolta un’iniziale collaborazione, la giunta attuale non ha più mostrato interesse.
Ad oggi, gli 800 venditori dell’Albergheria lavorano informalmente.
Credits foto: Fondazione Benvenuti in Italia


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