Dal 21 al 24 ottobre Roma ospita il V Incontro Mondiale dei Movimenti popolari presso il centro sociale Spin Time. L’obiettivo è proseguire il cammino iniziato da papa Francesco nel 2014, ovvero un processo di valorizzazione del lavoro dei movimenti sociali auto organizzati che ogni giorno lottano per l’abitare, il lavoro, la terra, il cibo e “per costruire relazioni sociali nuove, rendendo la solidarietà un modo di fare la storia”

A Roma, negli spazi occupati di Spin Time Labs, è iniziato il 21 ottobre il Quinto Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari (EMMP). Per quattro giorni, fino al 24 ottobre, 180 delegati da tutti i continenti si sono ritrovati per discutere, immaginare e organizzare un futuro diverso, partendo da tre parole che da più di 10 anni rappresentano i valori base di tutte le loro azioni: Terra, Tetto e Lavoro (Tierra, Techo, Trabajo). Il 23 ottobre è previsto l’incontro dei delegati con il nuovo papa Leone XIV, e il tutto terminerà nei giorni 25 e 26 ottobre con il Pellegrinaggio Giubilare. Dalla conferenza stampa tenutasi il 15 ottobre nella Santa Sede è emerso che obiettivo dell’evento sarà alimentare significativamente il processo di collaborazione tra la Chiesa Cattolica e i movimenti formati dagli esclusi in tutto il mondo.

Dall’Argentina al Brasile, dal Sudafrica agli Stati Uniti, le voci che arrivano a Roma raccontano le resistenze quotidiane dei Waste Picker rappresentati dall’Alleanza Internazionale: c’erano i Cartoneros argentini, i Recicladores colombiani, i Catadores brasiliani, i Raccoglitori italiani con Rete ONU, i Waste Picker nigeriani, senegalesi e francesi, i contadini del Movimento Sem Terra che occupano le terre, e le donne migranti che organizzano comunità nelle periferie globali. “Continuiamo a essere la voce di chi non ha voce”, ha ricordato Alejandro Gramajo, segretario dell’Unione dei Lavoratori e Lavoratrici dell’Economia Popolare argentina.

L’incontro è stato presentato dal cardinale Czerny insieme a don Mattia Ferrari, coordinatore dell’EMMP e cappellano di Mediterranea Saving Humans, e Micheline Mwendike Kamate, attivista per la democrazia e i diritti umani congolese. Tutti i portavoce hanno sottolineato l’importanza di ascoltare l’esperienza degli svantaggiati del pianeta, non tanto per rivolgere loro carità e compassione quanto più per cogliere il loro ruolo protagonista nello scenario attuale di generale di ripensamento delle logiche sistemiche.

«Noi siamo la speranza perché lottiamo per sopravvivere», ha detto Micheline Kamba per far capire il concetto in maniera chiara. La giovane attivista africana è cresciuta a Goma, in Congo, in un contesto di guerra dove ha preso coscienza di un’ingiustizia strutturale dove “l’1% dell’umanità possiede più del 90% della ricchezza”.

L’incontro si tiene a Spin Time, un luogo simbolico e di riferimento per tutti i movimenti per la lotta per la casa a Roma. La scelta è evidentemente non casuale: l’alleanza tra chi abita, lavora e sogna insieme è il cuore del progetto e del lavoro dei Movimenti Popolari riunitisi, il cui slogan è, appunto: tierra, techo, trabajo. Spin Time rappresenta bene la tensione tra la norma e il bisogno umano, argomento che ha rappresentato il punto cardine dell’intervento di Micheline Kamba in cui ha sottolineato che il discorso sulla legalità può diventare una “frontiera” che impedisce ai poveri di esprimersi e accedere ai propri diritti.

Nel suo intervento don Mattia ha precisato la natura “apartitica” dei movimenti popolari, ribadendo che la loro apertura al dialogo è a 360 gradi. La democrazia, spiega don Ferrari esponendo il nocciolo della sua posizione, “è vera se è sostanziale, se i popoli partecipano attivamente: il nostro percorso ha anche questo scopo, la cosa più importante della vita sono le relazioni, dobbiamo fare in modo che tutti gli attori sociali abbiano relazioni vive”. “I movimenti popolari si sono formati a partire dagli esclusi dal sistema, dagli scartati, riciclatori, campesinos, migranti, tutte quelle che in vario modo sono oppresse dal sistema socio-economico, che anziché rassegnarsi si organizzano per cambiare le cose, per costruire solidarietà, attraverso le relazioni sociali, per lottare contro le ingiustizie e per praticare e costruire una nuova società e una nuova economia”. 

“Per cambiare questo mondo non basta resistere: dobbiamo unirci, organizzarci e creare nuovi immaginari”, ha dichiarato Andrea Alzetta di Spin Time all’apertura della conferenza stampa inaugurale. L’obiettivo dell’incontro è ambizioso: organizzare un’alleanza globale tra movimenti, chiese di base, comunità popolari e reti sociali, di fronte a un pianeta segnato da guerre, disuguaglianze e crisi climatica. L’idea è semplice e radicale al tempo stesso: partire dal basso per costruire risposte condivise, rompendo le barriere tra laici e religiosi, Nord e Sud del mondo, dentro un processo che non si limita a denunciare ma vuole reinventare il vivere insieme.

Mattia Ferrari ha inoltre offerto una giustificazione teologica al ruolo della Chiesa nel dialogo col Movimento. “Il fatto che Leone XIV prosegua il percorso di Francesco non mi sorprende”, ha spiegato – “è la naturale prosecuzione di un Vangelo vissuto, che si fa corpo nelle lotte dei poveri”. Papa Leone XIV dunque continuerà sul cammino aperto da papa Francesco nel 2014, che oggi conoscerà una nuova stagione. L’idea alla base della posizione di Ferrari è che l’alleanza tra Chiesa e Movimenti Popolari si fonda, appunto, su una rilettura attenta della Dottrina Sociale, incarnando l’opzione preferenziale per i poveri in una prassi concreta.

Inoltre il V Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari oltre a rappresentare una possibilità di confronto e riflessione per tutta la città di Roma, prevede un evento esterno, ossia un Festival in Piazza Vittorio Emanuele, dal 22 al 24 ottobre dal titolo “Parola Popolare”, pensato insieme alle realtà del territorio (Polo civico Esquilino e Slow food Roma) come finestra di comunicazione tra l’incontro mondiale e la città: una piazza viva, dove si alternano racconti, musica e pratiche di resistenza, per rendere questa settimana d’autunno un tempo di riflessione e organizzazione collettiva.

Si auspica inoltre che le intenzioni dell’incontro possano durare anche oltre questi 5 giorni, affinché segnino una direzione per il futuro dei Movimenti Popolari. Si spera e si crede nella possibilità di un processo che inneschi una rete di resistenze e di speranze che attraversi confini, culture e fedi. Come dicono i promotori dell’incontro, “per salpare verso un mondo diverso è necessario rompere gli steccati e creare nuovi immaginari, unendo mondi che non si parlano ma che hanno, in fondo, lo stesso sogno: cambiare tutto, insieme”.


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