Martedì 3 marzo 2026 sono state consegnate alla Regione le oltre 4000 firme raccolte per opporsi alle misure restrittive imposte a dicembre dall’assessore Marrone al suk di Via Carcano. I promotori della petizione sono Luisella Mesiano e Davide Alaimo, ora in attesa di essere ascoltati in commissione regionale per ribadire l’inadeguatezza del provvedimento.

Nella giornata di martedì – 3 marzo 2026 – gli attivisti per la tutela del suk di Via Carcano hanno consegnato al Palazzo della Regione le oltre 4000 firme raccolte per impedire la chiusura del mercato.

A dicembre 2025 infatti il Comune di Torino ha accettato le condizioni imposte dalla Regione Piemonte per la limitazione drastica e ingiustificata dell’Area di Libero Scambio in Via Carcano. I paletti voluti dall’assessore Marrone sono: limitazione a 40 giornate annue di apertura (dalle più di 100 che erano), a cui possono accedere solo persone seguite dai servizi sociali che presentino un inventario completo delle merci. “Degrado”, “Ricettazione”, “Illegalità”. Queste le accuse mosse a giustificare queste manovre restrittive.

Sono Luisella Mesiano e Davide Alaimo i promotori della petizione, avviata a dicembre e ancora attiva. L’obiettivo è convincere la giunta a riconsiderare i provvedimenti che nei prossimi mesi potranno portare alla chiusura di una realtà che dà lavoro a 400 espositori e che vede oltre 8000 visitatori a ogni finesettimana di apertura.

“Sosteniamo il Barattolo come luogo essenziale di integrazione e come opportunità di reddito per chi vi partecipa da espositore, nel rispetto del bando comunale. Dallo smembramento del Balon alla decisione di chiuderlo, vediamo solo una volontà politica e sociale di marginalizzare i più poveri e le etnie sgradite. Chiediamo al Consiglio regionale di consentire all’Area di libero scambio di proseguire pienamente la propria attività”. Questa una parte del testo della petizione.

Conclusa la verifica delle 4.166 sottoscrizioni (1.450 cartacee e 2.716 online su Change.org), i promotori saranno ascoltati in commissione regionale per ribadire un punto: archiviare l’esperienza del Barattolo sarebbe un errore, soprattutto se motivato con presunte ragioni di legalità o sicurezza.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *