Il primo marzo è la Giornata Internazionale dei waste pickers, data che coincide con l’anniversario del massacro di dieci raccoglitori informali avvenuto nel 1992 in Colombia, all’interno dell’Universidad Libre di Barranquilla. La ricorrenza oggi celebra tutte le persone impegnate nella difesa dell’ambiente, della dignità e della solidarietà umana, così che a ogni lavoratore sia riconosciuto il diritto a una vita degna di essere vissuta.

Il primo marzo si celebra la Giornata Internazionale dei waste pickers, una data che coincide con l’anniversario del massacro di dieci raccoglitori informali avvenuto nel 1992 in Colombia, all’interno dell’Universidad Libre di Barranquilla.

Quel giorno, i raccoglitori di rifiuti furono ingannati dal personale dell’Università, che li invitò a entrare negli edifici con il pretesto di consegnare loro materiali riciclabili. Una volta all’interno, vennero picchiati e uccisi a colpi di arma da fuoco, così che i loro corpi potessero essere utilizzati per la ricerca e il traffico di organi. La tragedia fu denunciata da un sopravvissuto che, fingendosi morto durante l’attacco, riuscì a fuggire e a raccontare l’accaduto.


Nel mondo i waste pickers sono oltre 20 milioni, più di 65.000 solo in Italia. In ogni Paese, sia nel Nord sia nel Sud globale, il recupero degli scarti rappresenta per le persone in condizioni di fragilità ed emarginazione sociale una possibilità di reddito onesto e di occupazione dignitosa.
Nonostante il loro contributo sia importante dal punto di vista ambientale, vantaggioso sotto il profilo economico e positivo per l’impatto sociale e comunitario che genera, i waste pickers tendono a essere marginalizzati ed esclusi dalle normative che regolano il settore in cui operano, quando non apertamente perseguitati. Il caso emblematico che oggi ricordiamo resta un esempio estremo di come un’intera categoria possa essere discriminata dalla società.


Per contrastare questa ingiustizia, esistono oggi realtà come l’Alleanza Internazionale dei waste pickers e la Rete ONU, che rappresentano i lavoratori informali e ne tutelano i diritti e gli interessi.


In questo primo marzo ci uniamo a tutte le persone impegnate nella difesa dell’ambiente, della dignità e della solidarietà umana, affinché a ogni lavoratore sia riconosciuto il diritto a una vita degna di essere vissuta.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *