Nun si jetta nenti è una community Facebook nata del 2020 su iniziativa di Rossana Melito che permette, incentiva e facilita lo scambio di oggetti usati tra gli abitanti di Reggio Calabria. Il gruppo oggi conta 37000 utenti e il progetto si è espanso, arrivando a costituire un’associazione culturale, Fare Eco, che si occupa di promozione e sensibilizzazione sulle buone pratiche ambientali di economia circolare.
Nun si jetta nenti è una community Facebook attiva dal 2020 che è diventata il mezzo degli abitanti di Reggio Calabria di attivarsi nell’ambito del riutilizzo. Il nome deriva dall’antico detto contadino – “del maiale non si getta niente”, e racchiude lo spirito e le intenzioni del progetto: mettere in contatto persone che vogliono liberarsi di oggetti (abiti, utensili, elettrodomestici, materiale da arredo…) e persone che hanno bisogno di acquisirli. Le foto dell’oggetto, se questo aderisce alle normative previste dalla legge per lo scambio gratuito di beni, vengono pubblicate sul feed della community con una descrizione delle sue caratteristiche – usura, zona del ritiro, dimensioni, taglia se si tratta di indumenti, modalità e tempistiche di ritiro. Chi è interessato si prenota nei commenti del post. La priorità di assegnazione dipende esclusivamente dalla rapidità della prenotazione (non sono concessi scambi privati).
Il gruppo è nato durante la quarantena obbligata dalla pandemia COVID-19, quando Rossana Melito, la fondatrice del gruppo, costretta come tutti in casa, si è resa conto della quantità di oggetti di cui era circondata, oggetti in buono stato ma inutilizzati. Una condizione in cui probabilmente ci ritroviamo quasi tutti. A partire da questa consapevolezza è nata l’idea di creare la community Non si jetta nenti, che da allora non ha fatto che crescere e oggi conta più di 37000 iscritti.
In molti infatti si sono accorti dei molteplici vantaggi della pratica dello scambio e del riutilizzo: vantaggi economici, pratici, e con risvolti molto positivi da un punto di vista di impatto ambientale. Beni ancora utilizzabili che normalmente diverrebbero spazzatura, andando a incrementare l’importante problema rifiuti che impatta la regione (e tutto il territorio nazionale), sono resi una risorsa preziosa per chi ne ha bisogno e può dargli una seconda vita.
Nel 2022 il progetto si è ulteriormente espanso arrivando a costituire un’associazione culturale, Fare Eco, che promuove buone pratiche ambientali e sensibilizza la comunità sui temi di economia circolare e riduzione dei rifiuti. Ne abbiamo parlato qui.


Lascia un commento