Fare Eco è un’associazione di Reggo Calabria che dal 2022 si occupa di sensibilizzazione ambientale, organizzazione di laboratori ed eventi e promozione di buone pratiche di economia circolare. L’iniziativa è nata nel 2020, quando Rossana Melito, fondatrice e attuale presidente dell’associazione, ha creato un gruppo Facebook dal nome “Non se jetta nenti”, uno spazio online in cui gli utenti possono scambiarsi oggetti usati (mobili, libri, vestiti, elettrodomestici…). Da allora la community è cresciuta (oggi conta 36000 utenti) e il progetto si è espanso. Ce ne ha parlato Rossana Melito.
Nel 2022 nasce formalmente a Reggio Calabria Fare Eco, un’associazione culturale per l’ambiente che si occupa di consulenza per la sostenibilità e di comunicazione ambientale.
La vita è una mxxxa, ma io ci faccio del compost!
L’associazione si presenta con questo motto schietto e esplicito. L’etimologia del nome “Fare Eco” racconta il concetto alla base del progetto, ovvero l’idea che l’ambiente è casa. La parola “eco” proviene infatti da oikos, che in greco vuol dire, appunto, “casa”. Rispettare l’ambiente vuol dire vivere bene e crescere come individui, oltre che come comunità.
Da questa consapevolezza durante la pandemia ha preso vita il progetto, con l’obiettivo di creare coscienza ecologica e promuovere un uso consapevole delle risorse naturali, partendo dall’educazione ambientale e dalle pratiche quotidiane di riduzione, riuso e riparazione.
Ai tempi della quarantena infatti Rossana Melito, oggi presidente dell’associazione, si è resa conto di essere circondata da oggetti in buono stato che non utilizzava più. Una situazione in cui probabilmente quasi tutti noi possiamo rispecchiarci.

Da questa constatazione è nata l’idea di aprire un gruppo Facebook dedicato al riuso degli oggetti domestici. Il gruppo si chiama “Non si jetta nenti – Non si butta niente”, una riattualizzazione in chiave ironica dell’antico modo di dire “del maiale non si butta via niente”, ed è pensato come uno spazio di scambio di oggetti usati. Gli utenti possono caricare le immagini di abiti, elettrodomestici, libri, cose in buono stato ma inutilizzate.
Si tratta di una “piazza virtuale per l’economia circolare”, in cui oggetti di cui le persone vorrebbero liberarsi trovano una seconda vita e si sottraggono dall’essere un rifiuto. Il risparmio e il vantaggio dati da questa pratica sono molteplici e collettivi. Il principale obiettivo, si legge sul sito, è quello di portare le persone ad attuare stili di vita più sostenibili.
L’iniziativa ha avuto un buon riscontro fin dall’inizio: in poco tempo il gruppo è diventato molto attivo e partecipato dai concittadini reggini. Oggi conta circa 36mila iscritti. Da quell’esperienza spontanea ha poi preso forma il progetto più strutturato: nel febbraio 2022 Fare Eco viene ufficialmente registrata come associazione, con sede a Reggio Calabria, in riva allo Stretto. L’associazione si occupa di diffondere buone pratiche di economia circolare, fornisce consulenze ambientali per piccole imprese e realtà associative e mette in piedi progetti di utilità sociale e promozione ambientali.
Ad esempio, l’associazione porta sul territorio alcune idee già diffuse in tutta Europa, adattandole al contesto locale. Tra queste, quella dei repair café, luoghi di incontro in cui le persone si aiutano a vicenda per riparare gli oggetti di uso quotidiano e dargli nuova vita. Rossana Melito lavora da tempo nel settore del riciclo e ha ben chiaro che il problema dei rifiuti rappresenta una delle grandi sfide del futuro.
La Calabria in particolare è una delle regioni italiane che presenta maggiori problemi nella gestione dei rifiuti; centrale è quindi il ruolo della cittadinanza, che può contribuire concretamente a diminuire la mole di oggetti da smaltire,imparando a fare da sé quando possibile: riciclando, riusando e riparando. “Dobbiamo imparare a lavorare sulla prevenzione prima ancora che sullo smaltimento”, ha detto Rossana. “Per raggiungere determinati obiettivi occorre lavorare sulla riduzione dei rifiuti. Ciascuno di noi ormai è pieno di oggetti, anche le persone socialmente più povere hanno tante cose”.
Grazie all’aiuto dei volontari, durante gli appuntamenti del Caffè delle Riparazioni vengono riparati oggetti di ogni tipo, dall’elettronica ai tessuti. Oltre a questa attività, Fare Eco promuove laboratori per il riuso creativo e appuntamenti di scambio gratuito di oggetti. “Sono attività che funzionano bene”, racconta Rossana, “perché a Reggio Calabria mancano luoghi di questo tipo: punti di ritrovo e di raccolta dove portare gli oggetti che non si vogliono più e regalarli ad altri”.
Per questo motivo, l’obiettivo a lungo termine dell’associazione, già in fase di sviluppo, è la costituzione di una vera e propria rete cittadina che metta insieme diversi attori sociali e che dia vita a una filiera virtuosa di riciclo e riuso. Sul sito dell’associazione è già presente una mappa interattiva, in continuo aggiornamento, che raccoglie i profili di diverse attività commerciali e realtà associative attente al riuso e al riutilizzo di oggetti e materiali.
L’identità di Fare Eco è raccontata anche dal suo logo. “Il nostro logo – si legge sul sito dell’associazione – è la sezione del tronco di un albero, un essere vivente potentissimo la cui immagine riproduce l’eco. Per noi rappresenta la natura che conserva all’interno di sé tutti i cerchi, segno dell’età e delle radici da cui proviene, ma al tempo stesso trova il suo spazio nel mondo ed estende i propri limiti sempre di più verso l’esterno. Allo stesso modo, l’associazione Fare Eco è consapevole delle proprie origini e continua a crescere e ad aprirsi verso l’esterno”.

Tra le attività più significative, l’associazione ha partecipato alla Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, la più grande call to action d’Europa dedicata alla sensibilizzazione sulla sostenibilità e sulla corretta gestione dei rifiuti. Fare Eco ha preso parte all’iniziativa grazie a un bando dello sportello Europe Direct del Comune di Reggio Calabria, che ha finanziato il progetto. La campagna di comunicazione proponeva un percorso laboratoriale gratuito e aperto a tutti per promuovere lo European Green Deal e uno stile di vita più sostenibile, attraverso i temi del recupero, della riparazione e del riutilizzo.
Dato che il tema dell’anno erano i rifiuti tessili, Fare Eco ha organizzato incontri per il riutilizzo delle stoffe, collaborazioni con realtà come Corredino e la Pannolinoteca avviata in città. Le attività presentate hanno permesso all’associazione di vincere le selezioni nazionali nella categoria associazioni e di accedere alle finali europee a Dublino, dove Fare Eco si è classificata seconda tra quindici esperienze selezionate su oltre 16mila partecipanti provenienti da scuole, aziende, cittadini e associazioni.
Per rimanere aggiornati sulle attività di Fare Eco potete seguire le sue pagine social:


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