Via Carcano, aperto lo scontro tra Regione e Comune di Torino. Maurizio Marrone, assessore regionale, ha affermato che la convenzione per la gestione del Suk ci sarà solo a patto che il Comune imponga requisiti rigidi: potranno accedere alle vendite solo persone seguite dai servizi sociali, previo inventario, in determinate giornate di apertura gestite direttamente dal Comune. “Condizioni assolutamente irrealizzabili”, dichiara Chiara Foglietta. “La Regione non ha alcuna intenzione di consentire lo svolgimento di un’iniziativa che mira soltanto a offrire un aiuto a persone in obiettiva difficoltà economica”
Si è conclusa oggi la riunione in Regione Piemonte dedicata alla convenzione per il mercato di via Carcano. Al tavolo erano presenti gli assessori regionali Maurizio Marrone e Paolo Bongioanni e l’assessora del Comune di Torino Chiara Foglietta. L’incontro si è chiuso con posizioni molto distanti su diversi punti chiave.
L’assessore alle Politiche sociali della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, ha ribadito una linea rigida riguardo alle condizioni necessarie per procedere con la convenzione.
Secondo Marrone:
“Siamo stati, siamo e saremo sempre contro ogni suk del degrado, ma abbiamo posto all’amministrazione comunale di Torino dei paletti non negoziabili per realizzare davvero un mercatino dove le persone in difficoltà economica possano vendere merce usata nella legalità e nel decoro. Se il Comune è pronto a metterci la faccia con i servizi sociali, la polizia municipale e i suoi uffici tecnici bene perché noi miriamo a salvare sia i contributi per i negozianti con i distretti del commercio sia la riqualificazione di via Carcano, ma non siamo più disposti a tollerare prese in giro, con i poveri usati come scudi umani per nasconderci dietro ricettazione, contraffazione ed evasione fiscale”.
La Regione ha quindi posto un limite al numero complessivo di giornate di apertura annue (in fase di discussione) e ha presentato tre condizioni irrinunciabili:
- ammissione come venditori solo di persone seguite dai servizi sociali, definite come socialmente fragili;
- divieto di esternalizzare la gestione del mercato, che dovrà essere invece gestito direttamente dal Comune;
- censimento dei venditori e inventario preventivo e dettagliato della merce esposta.
Su questi punti arriva la risposta dell’assessora torinese Chiara Foglietta, che esprime forte contrarietà rispetto alle richieste regionali.
Foglietta dichiara:
“Ci rammarica che, dopo un incontro tra enti che sembrava essersi svolto in modo costruttivo, la Regione Piemonte dichiari di voler porre ‘paletti non negoziabili’ che costituiscono condizioni per noi assolutamente irrealizzabili. Abbiamo partecipato all’incontro di oggi convinti della volontà delle parti di trovare una soluzione condivisa e di non fare di questo tema un terreno di scontro e di ricatto politico. Una cosa ci trova assolutamente d’accordo: non vogliamo suk del degrado. Ma ciò non ha sede in via Carcano dove c’è invece un’attività di libero scambio con finalità sociali, un presidio dove la polizia locale è già pienamente coinvolta in attività di controllo, così come diversi uffici della Città.
Prosegue poi entrando nel merito dei punti contestati:
“La richiesta di ammettere come venditori solo persone che siano seguite dai servizi sociali non tiene conto del fatto che non tutte le persone in difficoltà economiche sono seguite dai servizi sociali, senza contare l’evidente violazione di un principio elementare di riservatezza circa le condizioni della persona mentre la richiesta di condurre direttamente il mercatino senza un soggetto cui affidarne l’attività rischierebbe solo di provocare i danni che a parole si cerca di evitare, affidando il mercatino all’autoregolamentazione, attesa l’evidente impossibilità di presidiarne l’attività con costanza. Infine, l’inventariazione di migliaia di oggetti più disparati all’inizio di ogni giornata di vendita è un’attività impossibile sul piano logico prima ancora di quello amministrativo”
E continua: “Sarebbe più trasparente e rispettoso dei cittadini chiarire che la Regione non ha alcuna intenzione di consentire lo svolgimento di un’iniziativa che mira soltanto a offrire un aiuto a persone in obiettiva difficoltà economica e non ha remore nel ricorrere ad una evidente ritorsione che finisce a carico degli operatori del commercio.
La Città di Torino è stata sin dal mese di luglio disponibile al dialogo e tale resta, ma non intende prestarsi a politiche ricattatorie, che la costringano a penalizzare alcuni cittadini oppure altri. Proprio consapevoli della necessità per una amministrazione pubblica di agire responsabilmente a tutela di tutte e tutti, abbiamo anche proposto, in via subordinata, un accoglimento condizionato al bando per il Duc nelle more della definizione di una nuova convenzione”.
I prossimi giorni saranno decisivi per la sopravvivenza del mercato di Via Carcano.


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